La piccola orfanella Betulla vive in una grande città, che come tutte le grandi città è molto inquinata. Ma la sua fra tutte le città inquinate è la più inquinata: si chiama Consumopoli ed è letteralmente devastata dal traffico, dall’aria irrespirabile, dallo stress dei suoi abitanti e dalla loro teledipendenza. Questo posto orribile è dominato dall’inquietante figura del Re Fujimorj Marmittan, un arcigno industriale votato alla guerra contro la natura, nonché ai capricci della sua viziatissima figlia Fusibilia, bambina nevrastenica, ossessionata dai videogiochi e nemica giurata di piante e animali.
Betulla e la sua nonna adottiva Selina abitano in un piccolo negozio di piante che si affaccia direttamente su un vecchio cimitero di periferia: l’’unico posto in città in cui c’è ancora un albero.
La bambina soffre di una “rarissima” malattia : è allergica ai gas di scarico delle automobili e per questo non può uscire di casa durante il giorno. E’ diventata, suo malgrado, una creatura della notte…
La sua già problematica esistenza è messa ancora più in crisi dalle incontenibili ambizioni del diabolico Re, intenzionato a costruire un ennesimo centro commerciale al posto del cimitero e ad abbattere l’ultimo albero rimasto in città.
Ma quando il peggio sembra ormai inevitabile, ecco che, di notte, Betulla, mentre passeggia per l’ ultima volta nel suo cimitero, s’imbatte in tre magici animaletti notturni: Gugù il gufo, Pipì il pipistrello e Lulù la lucciola. I tre la informano che c’è ancora un filo di speranza a cui aggrapparsi, un filo da cui dipendono le sorti non solo di Betulla e del cimitero ma anche la sopravvivenza della natura a Consumopoli e forse nel mondo.
E l’unico essere vivente che può tendere questo filo è proprio lei…

Autore: Stefano Romani e Andrea Venuto
Regia: Erika Manni
Attori: Francesca Baragli, Valentina Baragli, Daniele Di Pierro, Alessandro Epifani, Erika Manni
Musica: Bottega Sonora
Costumi
: Rosanna Aureli
Scene: Rachele Tombini
Audio e Luci: Fabio Volpi
Grafica: Simone Achille
Foto di scena
: Oriana Collepardo

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