Una stanza. Un divano. Elettricità. Due donne e un uomo. Stanno molto male. Sono davvero nei guai. Sono finiti all’ inferno? O ci sono sempre stati?

Leonora, Irma e Marcin mettono in atto un dramma fatto di dinamiche malate. Di aggressività. Di ricatti e disperati meccanismi seduttivi. Si alternano nel ruolo di vittime e di carnefici, ognuno cercando nell’altro una giustificazione, il senso della propria vita. E sopratutto della propria morte. Immaginano un futuro di sofferenza e di pene infernali, ma il presente sembra essere molto peggio.

Siamo condannati ad essere liberi. Ma raramente riusciamo ad assumercene la responsabilità. Preferiamo sprofondare nel nostro inferno personale di rabbia, ansia, paura, relazioni malsane, dipendenze, identificazioni, giudizi e violenze di ogni tipo. Ci sentiamo più a nostro agio nel consolidato vortice nevrotico delle ipotesi piuttosto che affrontando l’oscuro spazio della libertà. Della vita così com’è.

Non c’è alcun inferno, secondo Sartre, alcuna porta chiusa. Ma gli esseri umani preferiscono illudersi che ci sia.

Autore: Adattamento da “Porta Chiusa ” di Sartre
Regia: Stefano Romani
Attori: Francesca Baragli, Edoardo Ciufoletti, Erika Manni, Marco Zordan
Scene: Giulia Ciucciovino
Fonico: Valentina Baragli
Grafica: Simone Achille
Foto di scena: Claudia Papini